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[viaggi] Nicosia PV Enna (Sicilia) Sagre Feste Tradizioni

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news [viaggi] Nicosia PV Enna (Sicilia) Sagre Feste Tradizioni

Messaggio  vayiolet.ta il Lun 11 Apr - 0:16:15



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Nicosia PV Enna (Sicilia) Sagre Feste Tradizioni


Come tutte le città siciliane, anche Nicosia, è considerata portatrice di quel patrimonio tradizionale e popolare che trova nel suo passato la fonte principale. Il dialetto Gallo-Italico, ancora oggi parlato, testimonia dell’influsso che quelle popolazioni nordiche ebbero sulla vita sociale di questa cittadina. Greci, Arabi e Normanni un tempo vi abitarono insieme, ma mentre i primi due riuscirono a convivere, lo stesso non potè dirsi per i normanni che, dimostrando nei loro confronti l’alterezza dei conquistatori, diedero adito a quegli scontri spesso cruenti, che caratterizzarono per molti secoli la storia di Nicosia. Divisa in due, la città vide nei Mariani e nei Nicoleti le due fazioni che contendevano la supremazia delle chiese di S. Maria Maggiore e di San Nicolò, e che durò per circa tre secoli.Ne è dimostrazione la processione del Padre della Provvidenza,una si celebra il Venerdì Santo e consiste nel portare il Crocefisso, che si tiene nella Cattedrale di S. Nicola, per le strade della parte bassa della città.
L'altra si celebra il terzo Venerdì di Novembre giorno della benedizione delle massi, e consiste nel portare il Crocefisso, che si tiene nella Basilica di S. Maria Maggiore, per le strade della parte alta della città ed è la più sentita vedere più sotto la processione di Novembre.



SAGRA DEL CASTRATO

Si tiene nel mese di Agosto

SAGRA DEL BISCOTTO

Si tiene nel mese di Agosto dal 14  

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SAGRA DEL BUCCELLATO

Si tiene nel mese di Dicembre

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SAGRA DEL NOCATTOLO

Si tiene IL 16 Dicembre

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FESTE DELE MONTAGNE

Dal 15 Dicembre Al 16 Dicembre

Sagra "do pizziddatu" pizzillati

Tra Natale e Capodanno

Tipico dolce nicosiano simile al buccellato

ripieno di fichi secchi

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CARNEVALE
FESTA DE "I BRACIALETÉ"

(in dialetto galloitalico nicosiano)

i braccaletti nicosiani

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Gente in Costume

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Personaggio rappresentante Carlo V

Ogni anno, nel mese di agosto, viene organizzata la manifestazione:
All'imbrunire, Carlo V arriva a cavallo accolto dagli Sbandieratori, dai Cortei ospiti e dai nobili nicosiani i quali, questi ultimi, si erano sfidati nell'arena della città per stabilire i tre nobili che consegneranno le chiavi della Città all'Imperatore.

Sfilando per le vie della città, anticipato dai cavalieri, allietato dai musici e dai giocolieri,l'Imperatore giunge nello storico scenario di Piazza Garibaldi dove gli vengono consegnati le chiavi, gli ARCIERI danno vita ad un torneo, i falconieri si esibiscono in onore dell'Imperatore, allietandolo con cantici antichi,giochi di fuoco,e musiche.



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"Nicosia in fiore"

Ogni anno, in giugno, tutta Nicosia diventa un enorme giardino fiorito
si arricchisce con una tradizione detta:
"l'infiorata!!!

Molti fiori vengono spetalati ed utilizzati, insieme a caffè e verdure varie, permettono a veri e propri artisti nicosiani di dare sfogo alla propria creatività.
Vengono realizzati, infatti,
con tale materiale naturale,
piccole opere d'arte
che ogni anno si
attengono ad un
particolare tema.

Nel 2005, per esempio,
l'infiorata si è ispirata
alle fiabe della W.D.
Le vie nicosiane, grazie
all'infiorata, si
trasformano, chiuse al
traffico, con i colori dei
fiori e il profumo del
caffè utilizzato.
Il tutto è completato
da bancarelle in cui
altri artisti nicosiani
espongono i propri quadri,
foto anche antiche, o
altri prodotti artigianali.
Di solito, si tiene nella
via G.B. Li Volsi, conosciuta
come Salita del Carmine.

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*** "LO SCONTRO"***
*** "U SCONTRU" ***

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Si venerano nella Chiesa Parrocchiale di Santa Croce.
Domenica della S.Pasqua,si ripete ogni anno il rituale dell'incontro fra la Vergine Maria ed il Cristo Risorto.Il suggestivo incontro a mezzogiorno in punto, in Piazza Garibaldi la statua di Gesù risorto con quella della Madonna,proveniente da strade diverse e processioni silenziose che passano tra le ali di folla.
All'incontro col Figlio la Madonna china la testa in segno di saluto poi le statue vengono affiancate e tramite un congegno meccanico la Madonna abbraccia il figlio tra gli applausi della gente che inneggia accompagnata dalla banda,e insieme procedono verso la Chiesa di S. Croce poi viene elargita la benedizione del Vescovo a tutta la città .


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Lunedì dell’Angelo o di S. Michele

La festa di S. Michele si commemora il lunedì dopo Pasqua e
per questo la Pasquetta a Nicosia si è solito festeggiarla il Martedì successivo, caratteristica di questa commemorazione è la “Gara dell’Oca”. Dall’antica chiesa di S. Michele viene portata in processione la bella statua di S. Michele di Stefano Li Volsi.
Caratteristica di questa processione erano un tempo uno stuolo di uomini con pelli di capre nere e maschere nere che continuamente scappavano da sotto la statua del Santo,spaventando i bambini e divertendo gli adulti.
Nel pomeriggio, dopo la processione,davanti la chiesa ha luogo la “sagra dell’oca” (altra forma di cuccagna, che un tempo veniva gareggiata con cavalli e muli che, al galoppo, dovevano toccare l’oca). Per questa festa, tuttora molto sentita,(“marte de litria”,così detta dal giorno martedì e dalla contrada Itria,dove esisteva un tempo il Santuario della Madonna di Oggibitria,nel cui pressi si svolgeva la scampagnata,che oggi si svolge con grande allegria in tutte le verdeggianti e ridenti contrade).
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*** I Maccheroni di
SAN FRANCESCO ***


La festa di S. Francesco si celebra la terza domenica di Maggio nella chiesa di S. Francesco di Paola. Le donne nicosiane, per voto, offrono al Santo della buona pasta fatta in casa “maccheroni” recandola in grandi ceste.
A mezzogiorno,davanti la chiesa si benedicono i maccheroni freschi e poi si distribuiscono cotti con sugo di coniglio in lunghe tavolate all'aperto a tutti i presenti.
Lo spirito dell'evento era dar da mangiare ai meno fortunati,ma per devozione a chiunque si avvicina ad assaggiare.Si distribuiscono anche bicchieri di vino e biscotti freschi.Nelle ultime festività,l'evento è stato allestito la sera e non più a mezzogiorno.
Festa molto popolare, cui partecipa tutta la cittadinanza, si conclude con balli giuochi e fuochi pirotecnici.


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SUGGESTIVO VIDEO DELLA PROCESSIONE PASQUALE DETTA
**LO SCONTRO " U SCONTRU"**





NICOSIA SUGGESTIVE RIPRESE "U SCONTRU" PASQUA 2013





Poesia in dialetto gallo-italico

Ọ scrọntọ


A Madenozza co so fighjo beo

Biteno tut’i doe a Santa Crosgio,

Ma po’ giorno de Pasqua, de matina,

Niescio Gesù e niescio a so Rregina.

Nen è certo pe fesse a caminada,

Pe fesse scotolè o poverazzo,

Ma perché ognadun vien rregordà

Che o Signorozzo moreto e rrevida.

A Madenozza cà vestina neira

Co n velo fito perché è nludata,

O Signoro che rrido ero presgià

Perché da tute l ome già sarvà.

Se scronteno tà chiazza a menzogiorno,

O Signorozzo ddà, de zzà so mama.

Como o scairiscio se scopona a fazzo

E o saluda, puoe, movendo n brazzo.

Ghje fa n inchino, puoe ghie ne fa n aoto,

Se meto a fuio che s’o vò brazzero,

I crestiae tà chiazza so contente,

Se brazzano I amisge e i parente.

Mento o rredogio ssona i cento toche

E pe chjù sotta, a San Francisco a Chjazza,

Sente a sparero dda maschetiada

Che te rregorderae tuta a giornata,

A Madenozza brazza da so fighjo,

I tamborri co dda cadenza bedda

Te fano sento o cuoro rando rando

E o poveraro bombe va sparando.

O popolo ch’a staito muto, atento,

Ero presgià che o scronto rrenesceto.

O Signorozzo pe tute rrevida

E pasgio tè famighje porterà.
TRADUZIONE

L’incontro

La Madonna sol suo figlio bello

Abitano tutt’e due a Santa Croce,

Ma nel giorno di Pasqua, di mattina,

Esce Gesù ed esce la sua regina.

Non è certo per farsi la passeggiata,

Per scrollarsi la polvere di dosso,

Ma perché ad ognuno di noi venga ricordato

Che il Signore è morto ed è resuscitato.

La Madonna col vestito nero

Con un velo fitto perché è vestita a lutto,

Il Signore sorridente è contento

Perché sa che tutti gli uomini già ha salvato.

Si incontrano sulla piazza a mezzogiorno

Il Signore là, di qua sua mamma

Come lo scorge (la Madonna) si scopre il volto

E lo saluta, poi, movendo un braccio,

Gli fa un inchino, poi gliene fa un altro,

Si mette a correre perché vuole abbracciarlo,

Le persone nella piazza sono contente,

Abbracciano gli amici e i parenti.

Mentre l’orologio (della piazza) suona i cento tocchi

E da più sotto, in Piazza San Francesco,

Senti la scarica dei fuochi artificiali

Che ricorderai per l’intero giorno,

La Madonna abbraccia suo figlio;

I tamburi con quella cadenza bella

Ti fanno sentire il cuore grande grande

E l’artificiere bombe va sparando.

Il popolo ch’è stato zitto, attento,

E’ contento perché l’<> è riuscito (bene).

Il Signore per tutti è risuscitato

Pace nelle nostre famiglie porterà.






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Natale con la neve

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Ogni anno a Natale viene rappresentata la natività con il Presepe vivente.
I nicosiani si offrono volontari per potervi partecipare..
La natività è un evento a cui la gente partecipa con entusiasmo tutti si prestano per renderla veritiera il più possibile.É coinvolgente vedere i nicosiani vestiti dell'epoca partecipi con enfasi alla rappresentazione.


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CARTELLO PER PRESEPE PRIVATO

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PRESEPE PRIVATO

Nel periodo natalizio, vengono allestiti presepi oltre che nelle chiese anche nei garage ad opera di privati che li fanno partecipare a dei conconrsi. la gente guidata da cartelli amatoriali che indicano dove tali presepi sono stati allestiti può visitarli e dare proprio voto.
Codesti presepi partecipano alla gara:
il Presepe più bello


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PALIO NICOSIANO
Trae origine dall'esistenza delle tante confraternite religiose, trasformazioni delle corporazioni di arti e mestieri (nel 1700 se ne contavano 34).Hanno ognuna un costume uguale ma cambia il colore e sono custodi ognuna della propria Chiesa,alle processioni durante le quali sono precedute dai loro palii,grandi aste di legno,cui in cima sono legati stendardi di tessuto pregiato e ricamato, e da tamburi,il cui suono grave e ritmato accompagna i portatori dei palii che eseguono giochi d'abilità,come tenere il pesante palio in equilibrio sui due pollici congiunti o addirittura su uno solo, sul mento,sugli incisivi inferiori,sulla fronte, su una spalla,ecc.Un lungo corteo di cavalieri, Dame e Signori e di Confratelli di 12 quartieri di Nicosia (nel 1700 c'erano ben 34 confraternite), sfila per le vie della citta'. I cavalieri con le difficoltà degli animali nel mantenere una corretta marcia sul pavimento in alcune vie del centro, precedono il resto del corteo che con costumi d'epoca rappresentano le principali casate nobiliari rinascimentali. In mezzo al corteo un gruppo di giovani musici, allietavano gli spettatori con strumenti e musica in stile barocco.
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[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine] Palio
Infine il gruppo dei quattro arcieri in Piazza Garibaldi, ha dato vita ad un torneo per eleggere la castellana che parteciperà alla sfilata del corteo a Sperlinga.La manifestazione si conclude a sera inoltrata in piazza Garibaldi, dove le confraternite si sfidano facendo volteggiare con destrezza u palio un bastone di 4 metri con appeso un drappo riccamente decorato, simbolo della confraternita. La "Festa delle Confraternite" a Nicosia - Strade nicosiane colorate dagli abiti caratteristici dei "fratelli" delle diverse confraternite. Ciascuno porta alla vita, legato ad un cordone, il simbolo di Carlo V sin da quando Egli visitò la città, un'aquila con due teste. Anche giovanissimi si esibiscono per le vie della città in giochi con il Palio. La "Sagra del Biscotto nicosiano" si svolge nella P.zza antistante Santa Maria Maggiore, viene festeggiata la tradizionale pasticceria Nicosiana, con degustazione dei classici biscotti a "esse", balli e spettacoli folkloristici.

LA GRANDE FESTA PATRONALE DI S.FELICE DA NICOSIA





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Statua del Santo Felice da Nicosia all'interno
della Chiesa Santa Maria degli Angeli (Frati Cappuccini)
Ultima domenica di agosto
E’ una delle feste religiose più importanti e sentite per la recente canonizzazione nel 2005 del frate cappuccino nicosiano (1715-1787) e grande devozione nei suoi confronti.
I frati cappuccini, unitamente all’amministrazione comunale, organizzano
manifestazioni religiose e di intrattenimento. il pellegrinaggio a cavallo e a piedi dedicato a San Felice da Nicosia. Un’esperienza unica tra folklore, natura e spiritualità che porterà i pellegrini da Tusa – città di partenza – a Tardara, Pettineo, Motta D’Affermo , Mistretta per poi rientrare a Nicosia il 31 Agosto, dove avrà luogo la benedizione conclusiva dei pellegrini e una cena di fratellanza. L’evento è organizzato e curato da un gruppo di fedeli devoti al Santo nicosiano, coadiuvati dai Frati minori cappuccini di Nicosia e con il patrocinio dei Comuni di Nicosia, Mistretta, Tusa, Pettineo, Motta D’Affermo, Castel di Lucio e con la collaborazione della Pro Loco di Nicosia.


Trasferimento di San Felice in Cattedrale




La festa di San Felice ritorno a Santa Maria degli Angeli (Convento frati Cappuccini)



Padre della Misericordia il 20 novembre 1626





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PROCESSIONE CON CRISTO IN CROCE (Crocifisso di S.Maria Maggiore)

Ricordo dell'Insigne Miracolo operato da Gesù Crocifisso

Cenno storico

La peste, che tanta strage aveva fatto in tutta Europa, colpiva nel 1626 la popolosa città di Nicosia. Già novemila persone erano perite, fra cui tre eroici francescani, consacratisi volontariamente a confortare i colpiti: Padre Bonaventura Bellagamba da Nicosia, il Venerabile Fra Michelangelo Camerano da Nicosia e Fra Brunello di San Fratello dell'Ordine dei Riformati di S. Maria di Gesù. Squallore e terrore regnavano fra i superstiti, ma quando mancava ogni umano rimedio sorgeva la mano di Dio Onnipotente a compiere un pubblico, insigne miracolo. Una semplice verginella del monastero dell'Immacolata in Santa Cristina conosceva, in una visione, che a scongiurare il flagello bisognava portare in processione per le vie della città il simulacro di Gesù Crocifisso, Padre della Misericordia.
Il Clero, il Senato e tutto il Popolo aderirono con grande gioia a tale ispirazione, quantunque l'agglomerarsi di una folla fosse pericolo di distruzione. Ma i nicosiani avevano fede, e la processione ufficiale, solenne e affollatissima ebbe luogo. All'avvicinarsi dell'immagine di Gesù Crocifisso al lazzaretto, allestito nel piano di S. Elia, sorgevano guariti gli infermi, anche i più gravi, e la processione, iniziata con fiumi di lacrime si chiudeva con cantici di gioia.
Nicosia fù salva!
Ciò accadeva il 3° Venerdì 20 Novembre 1626. Il Senato nicosiano, a nome della cittadinanza, offriva un diadema d'argento che tutt'ora adorna il capo della venerata immagine, decretava che ogni anno premesso un bando pubblico di penitenza si celebrasse a spese del Comune il 3° Venerdì di Novembre, e poneva nella Cappella del Crocifisso la lapide in latino, che tradotta dice così:

D.O.M.

Questo grande medico di Nicosia, come la stessa città costantissima si offre testimonio di tanta virtù presso tutto il mondo, mentre nell'anno 1626, afflitta dal veleno della peste e priva già di circa novemila uomini, avvertita da celeste devozione, portava attorno a questo sacro simulacro, con entusiasmo di popolo e solenne intervento dei due cleri, sedò questo morbo esiziale e restituì del tutto ristorata la salute a queste genti, il 20 novembre, giorno di venerdì. Per la qual cosa, memori di tanto singolare beneficio, stabilirono di celebrare solennemente, ogni anno ex voto il 3° Venerdì di quel mese.
Il Senato e il Popolo nicosiano(S.P.Q.N.)

[Devi essere iscritto e connesso per vedere questa immagine]ALTRE FESTE RELIGIOSE.•Maria SS Assunta 15 Agosto
vengono allestiti in ogni quartiere cittadino
degli Altari in onore della Madonna dell'Assunta.

Madonna della Catena (8 settembre), nella chiesa di S. Agata
(che conserva archi e colonne quattro-cinquecenteschi);

Madonna dell'Aiuto (penultima domenica di settembre),
nella chiesa di S. Cataldo,
suggestiva festa di quartiere, molto sentita e con bei giochi d'artificio.

Nostra Signora dei Raccomandati
si svolge ogni anno la seconda domenica di ottobre.

FESTA DI SAN NICOLA COMPROTETTORE(S.FELICE)

Si tiene nel mese di Dicembre

Festa del SS. Salvatore

si celebra in Agosto.

SEPOLCRI

È ancora viva la tradizione di allestire in diverse chiese ma soprattutto nella chiesa di S. Calogero, in via F.lli Testa, i cd sepolcri, cioè la rappresentazione con statue delle scene della Passione di Cristo: Gesù nell'orto degli ulivi, Gesù alla colonna, l'Addolorata, Cristo morto collocato in una bara, attorniata di vasi di frumento germogliato, simbolo della vita che rinasce.

La “Casazza”



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Libro del del Canonico Santo De Luca (1810)da Nicosia
Durante le festività di Pasqua e Natale
Rappresentazione sacra antica, su testi e scenografie antiche, che fa rivivere scene
collegate al Natale e alla Pasqua con la partecipazione di centinaia di figuranti
attraverso la vie e le piazze del paese con suggestione teatrale e di fede.
"La Casazza di Nicosia" - sacra rappresentazione dell'Antico e Nuovo Testamento.
Secondo il G. Pitrè (Spettacoli e feste popolari siciliane, Palermo 1881), le Casazze sono processioni figurate, con personaggi in costume divisi in gruppi simboleggianti episodi dell'Antico e del Nuovo Testamento.
Le Casazze ebbero origine nel Cinquecento grazie alle strette relazioni commerciali tra Genova e Palermo.In Sicilia, la diffusione di tale rappresentazione fu conseguenza e parte integrante dell'opera di latinizzazione del rito religioso operata dai governanti nei confronti di un popolo isolano pesantemente legato al rito ortodosso bizantino e, fra le varie Casazze, quella di Nicosia era probabilmente la più grandiosa, come riferisce S. A. Guastella nel suo libretto di utili cognittioni (sec. XVII), che raccoglie canti carnascialeschi in cui si indicavano li ... .’ciurii bagiani (cioè gli estrosi soprannomi di terre e paesi della Sicilia seicentesca) e dove, riguardo Nicosia, così veniva riportato:" ... .... Larruna, e ran tabbaccu a Licuddia, li ippisara e li scecchi allintati; ppi prucissioni vinci Nicuscia;...... ...", in riferimento proprio alla Processione della Settimana Santa perché vi si portavano in giro "tutti li personaggi del Passio e tutti sono vestiti di vestimenta preziosissime".
La Casazza di Nicosia era quindi una rappresentazione sacra itinerante del Vecchio e del Nuovo Testamento eseguita durante la Settimana Santa: la processione, che iniziava alle ore 12 del mattino e terminava alle ore 24, partiva dalla chiesa di San Calogero e si dirigeva, attraverso le vie del paese, verso quella di San Francesco di Paola, sostando in piazzette che consentivano di recitare le parti finché, sul tardi pomeriggio, giungeva nell'attuale Piazza Garibaldi dove si rappresentava la crocifissione, morte e sepoltura del Redentore.
Le scenografie erano oltremodo curate ed i costumi erano così sfarzosi che per affrontare le spese, ammontanti ad oltre seimila ducati, venivano coinvolte le principali famiglie nobili (e quindi benestanti) della città dei 24 baroni, che curavano le scene spesso entrando in concorrenza fra di loro per realizzarle al meglio; pare, inoltre, che sui 180 palchi a tre ordini, che si allestivano in Piazza San Nicolo del Plano, affluissero circa 15000 spettatori, anche forestieri, che ... attoniti dall'abbagliante ricchezzà, e ... istupiditi dalla sublimità, non mancavano di ... versare calde lacrime e mandare pietosi singulti. Era sicuramente una sacra rappresentazione che al colore, all'ammirazione e alla sorpresa, nel contempo disponeva l'animo ... alla tenerezza, al compungimento, alle lacrime e al dolore (come afferma nei suoi ms. il Provenzale): un'atmosfera insomma di intensa e commossa spiritualità "d'altri tempi e d'altri luoghi".
A Nicosia, ai giorni nostri, di tale rappresentazione non rivive che un ricordo lontano:
qualche traccia è rimasta nel ricordo di alcuni centenari anziani, e nel linguaggio popolare che usa la frase scherzosa "Sembri proprio uno della Casazza!" per riferirsi a personaggi vestiti in modo estroso e teatrale. Nel paese dei 24 baroni, la sua più solenne rappresentazione venne eseguita nel Marzo del 1810, avendo come paziente e fedele cronista
contemporaneo il Protonotaro Apostolico della chiesa di San Nicolo don Santo De Luca: il reverendo abate si accinse a tale lavoro di trascrizione (come egli stesso confessa nelle prime pagine del suo ms).... per lasciare, anche ai posteri, un modello secondo il quale regolar si potranno per esattamente eseguire, in qualche modo per l'avvenire una si nobile funzione.I suoi due volumi manoscritti sono andati perduti, ma fortunatamente il barone Guglielmo Salomone, negli anni '20 del secolo scorso, fra le vecchie carte relegate nella sua soffitta, ha pescato delle copie di tali manoscritti e le ha trascritto.
Grazie alla squisita disponibilità dell'attuale proprietario della Biblioteca Salomone, barone Guglielmo, nipote del su citato,è stato pubblicato un libro affinché il ricordo della Casazza di Nicosia non vada perso.






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