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San Bernardino Realino Sacerdote (2 Luglio)

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Messaggio  vayiolet.ta il Dom 16 Feb - 22:50

Carpi, Modena, 1 dicembre1530 - Lecce, 2 luglio 1616



Diventa patrono di una città mentre era ancora in vita. Lecce, estate del 1616: il padre gesuita Bernardino Realino sta morendo, 42 anni dopo esservi arrivato. I reggitori del Municipio lo vanno allora a visitare in forma ufficiale. E gli fanno richiesta di voler essere il protettore della città. Lui, che tanto aveva fatto del bene a Lecce, acconsente. Nato in una famiglia illustre di Carpi, che per i suoi primi studi gli faceva venire i maestri a casa, fu poi mandato all'Accademia modenese. A 26 anni, si laurea in diritto civile e canonico. Sotto la protezione di Cristoforo Madruzzo, Bernardino si avvia sulla strada dei «pubblici uffici». A un certo punto, però, la sua carriera s'interrompe. Bernardino Realino frequenta i Gesuiti ed entra nella Compagnia. Nel 1567 è ordinato sacerdote e diventa il maestro dei novizi gesuiti. Sette anni dopo, a Lecce, crea un collegio al quale si dedicherà fino alla morte. Papa Pio XII lo proclamerà santo nel 1947.




Patrono: Lecce
Etimologia: Bernardino = ardito come orso, dal tedesco
Martirologio Romano: A Lecce, san Bernardino Realino, sacerdote della Compagnia di Gesù, che rifulse per carità e bontà e, rigettati gli onori mondani, si dedicò alla cura pastorale dei prigionieri e degli infermi e al ministero della parola e della penitenza.



Bernardino Realino è nato il 1° dicembre 1530 in una famiglia illustre di Carpi (MO) che per i suoi primi studi gli faceva venire i maestri in casa. A 16 anni frequenta l’Accademia di Modena, all’epoca uno dei più illustri centri culturali d’Italia, dove fu fortemente attratto verso gli studi umanistici. Studia, poi, filosofia e medicina all’università di Bologna e, infine, all’età di 26 anni, si laurea in “utruque jure”, cioè sia in Diritto Canonico che Civile. Suo padre, collaboratore del cardinale Cristoforo Madruzzo che, come vescovo di Trento, è stato il “padrone di casa” del famoso Concilio e uno dei protagonisti, dal 1556 è governatore di Milano per conto del re Filippo II di Spagna. Sotto la sua protezione, il dotto Bernardino si avvia per la strada dei “pubblici uffici”. Comincia facendo il podestà a Felizzano Monferrato, poi va ad Alessandria come “avvocato fiscale” (una sorta di procuratore della Repubblica). Dopo altri incarichi in Piemonte, passa al servizio del marchese Francesco Ferdinando d’Avalos, viceré di Sicilia e si trasferisce a Napoli, anch’essa città soggetta alla Spagna col suo regno. Qui, però, la sua carriera s’interrompe. Bernardino Realino frequenta i Gesuiti, da poco giunti in città, e decide di essere uno di loro, abbandonando codici e carriera. Lo accoglie nel 1564 Alonso Salmeron, uno degli iniziatori della Compagnia di Gesù con Ignazio di Loyola. Nel 1567 Bernardino è ordinato sacerdote e diventa il maestro dei novizi gesuiti. Sette anni dopo, a Lecce, crea un collegio al quale si dedicherà fino alla morte. Nello stesso tempo si dedica alla gente di Lecce, ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, tutti sbalorditi per la sua irriducibile pazienza nell’occuparsi di situazioni, necessità, miserie, a cui s’ingegna di provvedere con un dinamismo che ha del prodigioso: tant’è che gli si attribuiscono vari miracoli già da vivo. Padre Bernardino servì la città di Lecce per 42 anni costruendo una chiesa (la Chiesa del Gesù) e un collegio. Nella pratica per la sua beatificazione si legge che fu per Lecce ciò che Filippo Neri fu per Roma. Il sindaco di Lecce al suo capezzale di morte, chiese a Bernardino di pregare per gli abitanti leccesi e per tutta l’umanità intera ed egli rispose con un filo di voce e ormai allo stremo delle forse:
“Signor sì” .
Morì il 2 luglio 1616 a 86 anni. Tutta la cittadinanza lo pianse amaramente. Bernardino Realinoè stato proclamato santo dal Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958), nel 1947.
Significato del nome Bernardo, Bernardino : “ardito come orso” (tedesco).


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